borcpanevin Nel gonfalone del borgo viene rappresentato il falò allestito nella notte dell’epifania, la gente raccolta attorno al fuoco e lo stupore dei bambini. La direzione del fumo del falò del “Pan e Vin” era importante per capire come sarebbe andata l’annata.Il nome del borgo deriva dalla tradizione di accendere, la notte dell’epifania, il falò del “Pan e Vin”; usanza molto antica, probabilmente ha origine nel periodo in cui i Celti Carni popolavano il Friuli. Secondo il messaggio cristiano, i grandi falò sarebbero dovuti servire ad illuminare la via ai Re Magi, oltre che a rappresentare la luce cristiana in opposizione alle tenebre pagane. Un proverbio indica la lettura del fumo del “pan e Vin”: se il fum al va a’ sorèli jevât, cjape il sac e va al marcjat; se il fum va a’ sorèli a mont, cjape il sac e va pal mont. Uno degli elementi più caratteristici del borgo e del paese è l’andronute, stretto passaggio che collega due vie, che si racconta dovesse consentire alle monache di recarsi da via Ellero alla chiesa.

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